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RINASCITA INCLUSIVA

Senza un impegno consapevole per una solidarietà globale capace di unire i popoli e le persone, l’esperienza pandemica ha rischiato e rischia tuttora di acuire la moltiplicazione di barriere e muri generando diffidenza, divisione e allontanamento

Proprio per questo motivo l’ecosistema delle imprese, associazioni non profit, università e istituzioni dal 2020 contribuisce alla trasformazione del Paese in una comunità aperta al futuro, valorizzando reti ed alleanze orientate a preservare e accrescere il valore del sistema Italia con impegno, operosità e solidarietà.

Nel 2020 abbiamo lanciato lo Statuto della Rinascita Inclusiva

I 15 PRINCIPI DELLO STATUTO SONO

1

Le imprese italiane, le organizzazioni di terzo settore, le università e le istituzioni dell’ecosistema dell’inclusione sono consapevoli dell’energia innovatrice generata dalla realizzazione dell’art. 3 della Costituzione italiana, radice di ogni progetto di rinascita.

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Le imprese italiane, le organizzazioni di terzo settore, le università e le istituzioni dell’ecosistema dell’inclusione sono consapevoli dell’energia innovatrice generata dalla realizzazione dell’art. 3 della Costituzione italiana, radice di ogni progetto di rinascita.

2

Le parole costruiscono mondi. Solo abbandonando termini bellicisti nella crisi biologica, economica e sociale possiamo ridefinire le categorie della vita economica e sociale nella prospettiva dell’inclusione, della valorizzazione della forza creativa delle differenze e della sostenibilità.

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Le parole costruiscono mondi. Solo abbandonando termini bellicisti nella crisi biologica, economica e sociale possiamo ridefinire le categorie della vita economica e sociale nella prospettiva dell’inclusione, della valorizzazione della forza creativa delle differenze e della sostenibilità.

3

In questa crisi senza il digitale ci saremmo sentiti più soli, più impauriti. L’accesso alle competenze digitali è un criterio discriminante per dare un nome contemporaneo al principio di eguaglianza e assicurare a tutti pari opportunità e capacità di avere voce in capitolo nelle decisioni.

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In questa crisi senza il digitale ci saremmo sentiti più soli, più impauriti. L’accesso alle competenze digitali è un criterio discriminante per dare un nome contemporaneo al principio di eguaglianza e assicurare a tutti pari opportunità e capacità di avere voce in capitolo nelle decisioni.

4

Nel tempo del distanziamento fisico ci sarà sempre più bisogno del lavoro guidato dalle piattaforme digitali: nella mobilità, nella ristorazione, negli acquisti, nella formazione. Emerge il tema della tutela delle persone che lavorano “on demand”: non vogliamo ostacolare questa trasformazione, ma avere cura delle persone e promuovere i loro diritti sociali.

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Nel tempo del distanziamento fisico ci sarà sempre più bisogno del lavoro guidato dalle piattaforme digitali: nella mobilità, nella ristorazione, negli acquisti, nella formazione. Emerge il tema della tutela delle persone che lavorano “on demand”: non vogliamo ostacolare questa trasformazione, ma avere cura delle persone e promuovere i loro diritti sociali.

5

Il distanziamento fisico supportato dal digitale non deve diventare una corsa alla progressiva disgregazione della comunità. Molti lavori non possono essere fatti a distanza e spesso sono anche quelli remunerati peggio. Ci serve ripensare il lavoro e le sue tutele per non alimentare nuove esclusioni.

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Il distanziamento fisico supportato dal digitale non deve diventare una corsa alla progressiva disgregazione della comunità. Molti lavori non possono essere fatti a distanza e spesso sono anche quelli remunerati peggio. Ci serve ripensare il lavoro e le sue tutele per non alimentare nuove esclusioni.

6

Nella cura il terzo settore è un attore decisivo. Di fronte al rischio di consumare questo ingente capitale sociale o di attardarci nella contemplazione di un passato che non tornerà, lavoriamo a una cooperazione virtuosa tra innovazione sociale e innovazione digitale come asse propulsivo per il terzo settore, risorsa qualificante della rinascita inclusiva.

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Nella cura il terzo settore è un attore decisivo. Di fronte al rischio di consumare questo ingente capitale sociale o di attardarci nella contemplazione di un passato che non tornerà, lavoriamo a una cooperazione virtuosa tra innovazione sociale e innovazione digitale come asse propulsivo per il terzo settore, risorsa qualificante della rinascita inclusiva.

7

Fino a quando non accompagneremo gli ultimi all’uscita nessuno sarà libero: pubblico e privato, giovani e anziani, nord e sud, stati nazionali e Europa. Oltre la logica “uscirne prima, uscirne da soli” che ha animato il nostro dibattito pubblico proponiamo la logica “uscirne insieme” attraverso un processo di rimozione degli ostacoli di cui le imprese possono essere testimoni.

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Fino a quando non accompagneremo gli ultimi all’uscita nessuno sarà libero: pubblico e privato, giovani e anziani, nord e sud, stati nazionali e Europa. Oltre la logica “uscirne prima, uscirne da soli” che ha animato il nostro dibattito pubblico proponiamo la logica “uscirne insieme” attraverso un processo di rimozione degli ostacoli di cui le imprese possono essere testimoni.

8

Chiudersi in un comunitarismo asfittico sarebbe un suicidio. Le paure si vincono non con i muri ma con una società più responsabile e partecipativa. Il lavoro, il consumo e il risparmio sono vie essenziali per rimuovere tutti gli ostacoli che impediscono una piena partecipazione di tutti i cittadini alla vita del proprio Paese.

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Chiudersi in un comunitarismo asfittico sarebbe un suicidio. Le paure si vincono non con i muri ma con una società più responsabile e partecipativa. Il lavoro, il consumo e il risparmio sono vie essenziali per rimuovere tutti gli ostacoli che impediscono una piena partecipazione di tutti i cittadini alla vita del proprio Paese.

9

I problemi globali non possono essere risolti dagli stati nazionali. L’attuale pandemia ne è un esempio. Come pure per la tutela dell’ambiente, la regolazione della finanza, del lavoro, della sicurezza serve affidare agli organismi sovranazionali esistenti poteri effettivi per affrontare le sfide globali.

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I problemi globali non possono essere risolti dagli stati nazionali. L’attuale pandemia ne è un esempio. Come pure per la tutela dell’ambiente, la regolazione della finanza, del lavoro, della sicurezza serve affidare agli organismi sovranazionali esistenti poteri effettivi per affrontare le sfide globali.

10

Le imprese hanno una vocazione di concretezza realizzativa e sono parte integrante della Repubblica. Di fronte a una sfida che minaccia in primo luogo l’Europa le imprese sono consapevoli del loro ruolo per costruire insieme a tutte le cittadine e ai cittadini un futuro più equo, inclusivo e sostenibile.

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Le imprese hanno una vocazione di concretezza realizzativa e sono parte integrante della Repubblica. Di fronte a una sfida che minaccia in primo luogo l’Europa le imprese sono consapevoli del loro ruolo per costruire insieme a tutte le cittadine e ai cittadini un futuro più equo, inclusivo e sostenibile.

11

Crediamo che l’esperienza vissuta sia una spinta irreversibile per costruire imprese più innovative, agili e sostenibili. Le idee fioriscono dentro la vita per un senso di riscatto e per un desiderio di migliorare il mondo che ci sta intorno. Vogliamo liberare le risorse creative non solo per la sopravvivenza, ma anche per la rinascita di un rinnovato paradigma economico capace di mettere l’inclusione al centro della produzione del valore.

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Crediamo che l’esperienza vissuta sia una spinta irreversibile per costruire imprese più innovative, agili e sostenibili. Le idee fioriscono dentro la vita per un senso di riscatto e per un desiderio di migliorare il mondo che ci sta intorno. Vogliamo liberare le risorse creative non solo per la sopravvivenza, ma anche per la rinascita di un rinnovato paradigma economico capace di mettere l’inclusione al centro della produzione del valore.

12

È necessario valorizzare la cultura delle imprese che misurano il proprio orizzonte proponendo progettualità e imprenditorialità intenzionali di trasformazione culturale e sociale. Possono governare la complessità di un evento dall’esito ignoto, da protagoniste, costruendo alleanze con i loro clienti e fornitori, con le istituzioni e il terzo settore.

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È necessario valorizzare la cultura delle imprese che misurano il proprio orizzonte proponendo progettualità e imprenditorialità intenzionali di trasformazione culturale e sociale. Possono governare la complessità di un evento dall’esito ignoto, da protagoniste, costruendo alleanze con i loro clienti e fornitori, con le istituzioni e il terzo settore.

13

Per essere resilienti le imprese hanno bisogno di persone motivate, desiderose di collaborare e aperte al cambiamento, più resilienti. La nostra responsabilità non è solo tenere le organizzazioni in vita, ma supportare le persone a ritrovare il coraggio di ripartire, a potenziare e valorizzare le competenze e le capacità affinché possano essere motore propulsivo per la costruzione di una prosperità più inclusiva.

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Per essere resilienti le imprese hanno bisogno di persone motivate, desiderose di collaborare e aperte al cambiamento, più resilienti. La nostra responsabilità non è solo tenere le organizzazioni in vita, ma supportare le persone a ritrovare il coraggio di ripartire, a potenziare e valorizzare le competenze e le capacità affinché possano essere motore propulsivo per la costruzione di una prosperità più inclusiva.

14

Per ragioni di tutela della salute pubblica, abbiamo temporaneamente sospeso i momenti d’incontro e di prossimità nelle nostre comunità. Siamo però convinti della centralità dei luoghi e della relazione interpersonale. Crediamo che nelle avversità i legami comunitari e il senso di appartenenza ci consentano di andare alle radici dei nostri valori e di restituire forza ed energia alla squadra Italia.

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Per ragioni di tutela della salute pubblica, abbiamo temporaneamente sospeso i momenti d’incontro e di prossimità nelle nostre comunità. Siamo però convinti della centralità dei luoghi e della relazione interpersonale. Crediamo che nelle avversità i legami comunitari e il senso di appartenenza ci consentano di andare alle radici dei nostri valori e di restituire forza ed energia alla squadra Italia.

15

Nella rinascita serve il contributo di tutte e di tutti. Vogliamo riconoscere con gratitudine il contributo delle persone che hanno riscritto un nuovo pezzo di storia del nostro Paese, mettendo altresì in luce il coraggio di coloro che lavorano in silenzio e si assumono la responsabilità di non cedere a vittimismo e rassegnazione, cittadine e cittadini che guardano al futuro come uno spazio e un tempo positivo da costruire.

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Nella rinascita serve il contributo di tutte e di tutti. Vogliamo riconoscere con gratitudine il contributo delle persone che hanno riscritto un nuovo pezzo di storia del nostro Paese, mettendo altresì in luce il coraggio di coloro che lavorano in silenzio e si assumono la responsabilità di non cedere a vittimismo e rassegnazione, cittadine e cittadini che guardano al futuro come uno spazio e un tempo positivo da costruire.

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